Un “no” che costruisce

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di Barbara Gamba (*) – welfarenetwork.it, 06/12/2016

Una risposta straordinaria in termini di partecipazione, come non si vedeva da tempo.

Un risultato straordinario in termini numerici.

I cittadini hanno detto NO ad una revisione pasticciata, scritta male da un Governo (che in una revisione costituzionale manco dovrebbe mettere becco) costituito da una maggioranza non scelta dai cittadini, ad una legge di revisione votata da un Parlamento eletto da una legge dichiarata incostituzionale. Hanno detto no ad una Costituzione che avrebbe tolto rappresentanza e ridotto gli spazi di partecipazione.

I cittadini chiedono di essere ascoltati, non vogliono essere presi in considerazione solo quando c’è da votare, e solo nella misura in cui si richiede una delega in bianco. Ieri lo hanno dimostrato.

E che non si dica che “ha perso la sinistra, ha vinto la destra”. Prima di tutto hanno vinto la Costituzione e i cittadini che hanno deciso di difenderla da questo scempio. Ma per quanto riguarda l’aspetto politico, la sinistra ha vinto, eccome. Ha vinto la sinistra che è rimasta aderente ai sui valori, li ha difesi stando insieme ai cittadini, parlando, spiegando, confrontandosi. Perché è quello che dovrebbe fare la politica.

La logica dell’uomo solo al comando alla lunga non paga. E non ha assolutamente senso forzare la discussione portandola sul piano personale come ha fatto il Presidente del Consiglio, proponendo un testo, sostituendo i componenti di commissione contrari alla sua approvazione, richiedendo un referendum al quale è stato così ribaltato il significato: da freno nei confronti di revisioni imposte a colpi di maggioranza ad avallo di revisioni imposte a colpi di maggioranza, trasformando il referendum sulle regole fondamentali in un referendum sulla persona.

I cittadini hanno detto no a tutto questo.

E’ ora quindi di ripartire dalle regole fondamentali della nostra democrazia: darne attuazione, anche approvando una legge elettorale rispettosa della Costituzione e delle sentenze della Consulta, che hanno ribadito i principi della nostra Carta. E’ necessario ridare all’Italia un Parlamento pienamente legittimato, ricominciare a lavorare in prospettiva, con scelte di lungo respiro, ponendosi obiettivi ambiziosi. Ma solo una maggioranza politica uscita vincente dalle urne può affrontare concretamente tutto questo.

In questo senso, il NO di ieri è un no “costituente”. Rimbocchiamoci le maniche, perché c’è molto da fare. Anche qui a Cremona: questa vittoria non è un punto di arrivo ma una ri-partenza, e le forze di sinistra insieme possono fare molto.

E chi vuol contribuire è ben accetto.

(*) “Possibile”

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